Bollette luce e gas: aumenti maggiori per le famiglie italiane

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L’analisi del sistema energetico italiano pubblicato da Enea evidenzia un quadro allarmante. Aumenti superiori alla media europea per le bollette luce e gas e peggioramento dell’indice di transizione energetica.

Le ragioni della crisi

L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) valuta la situazione italiana a partire da tre variabili:

  • Mancata diminuzione delle emissioni di gas serra;
  • Rallentamento della produzione energetica da fonti rinnovabili;
  • Andamento dei prezzi delle bollette luce e gas, che permangono superiori alla media UE.

In particolare, il report sul sistema energetico italiano mostra un netto peggioramento (-5%) dell’indice ENEA-ISPRED che misura la transizione energetica in atto.

L’andamento negativo riguarda soprattutto i prezzi dell’energia e la decarbonizzazione, mentre la sicurezza del sistema mostra invece un piccolo ma incoraggiante trend positivo.

Quanto è variato il prezzo dell’energia

Nonostante i forti ribassi dei mercati all’ingrosso, il costo dell’energia nelle bollette luce e gas si attesta tuttavia su valori superiori rispetto a quelli registrati nella prima metà del 2018.

Gli incrementi più significativi sono quelli relativi al gas, con aumenti dell’8% per le famiglie e addirittura del 10% per i consumatori industriali. In Europa, invece, tale crescita si ferma a un più moderato 5%.

Anche i prezzi dell’energia elettrica confermano la disparità degli aumenti fra Italia e altri Stati dell’Unione Europea. Infatti, a fronte di un +4% nei Paesi europei, le famiglie e le imprese energivore italiane devono fare i conti con un rincaro del 7%.

Un decennio di aumenti per le famiglie

Negli ultimi dieci anni, a pagare di più l’aumento dei costi energetici sono state proprio le famiglie italiane. Tra il primo semestre 2009 e il primo semestre 2019, il consumatore domestico ha così visto crescere il prezzo dell’elettricità del 23 per cento.

Le imprese hanno invece potuto usufruire di misure che hanno avvicinato il dato italiano alla media europea, tra cui gli sgravi introdotti dalla riforma degli oneri di sistema. Rimangono però delle evidenze preoccupanti: se negli ultimi 6 anni, infatti, i prezzi del gas sono scesi del 33% sul mercato europeo, la diminuzione per le imprese italiane è stata minima (-4%).

Le famiglie hanno invece addirittura visto lievitare i costi del 9%. Ragione di questo aumento è da attribuire soprattutto all’incremento delle spese relative agli oneri di sistema e alle spese per il trasporto dell’energia e per la gestione del contatore.

Come ridurre la propria spesa energetica

Nel report, la comparazione tra le offerte del mercato tutelato e quelle del mercato libero, mostra un prezzo più basso in quest’ultimo.

L’Istituto IRE offre ulteriore supporto in questo percorso di riduzione delle spese. Attraverso la forza dei Gruppi d’Acquisto permette ai propri associati di ottenere forniture energetiche a prezzi e condizioni ideali rispetto alle quotazioni presenti al momento sul mercato.

L’unicità della proposta IRE è data dalla diversificazione dei gruppi per fasce di consumo, identificando il fornitore più adeguato sulla base di specifici parametri.

IRE completa, infine, l’abbattimento della spesa energetica attraverso l’analisi e il monitoraggio dei consumi aziendali e proponendo progetti su misura di efficientamento e autoproduzione.

Transizione energetica: il fotovoltaico è già la fonte più economica in Europa

fotovoltaico generazione elettrica economica

Il fotovoltaico è già la forma più economica di generazione elettrica in molti paesi e segmenti di mercato. A rivelarlo è una ricerca elaborata dallo European Photovoltaic Technology and Innovation Platform che prevede ulteriori diminuzioni dei costi d’investimento nei decenni a venire.

Prezzi in costante sviluppo

I prezzi di moduli e sistemi fotovoltaici hanno subito un rapido mutamento in questi anni. In particolar modo, sono soprattutto gli utility scale ad aver infranto molti dei record al ribasso sui prezzi di acquisto di energia.
Nell’ultimo decennio, il costo dei moduli fotovoltaici è sceso del 90%, mentre quello di sistema è calato quasi dell’80%.

L’attuale tasso di diminuzione è invece del 39,8%, percentuale determinata anche dalla rapida crescita del mercato e dal tasso di aumento annuo della capacità fotovoltaica cumulativa (46%).

Una crescita sottostimata

Uno delle cause principali della crescita è la riduzione dei costi tecnologici. Il contributo maggiore è qui dato innanzitutto dall’eccellenza produttiva cinese e dal supporto dato dagli investitori statunitensi.

Altro elemento chiave è poi il forte aumento della domanda in Europa. Tale incremento è guidato dalle politiche europee intraprese a partire dallo scorso decennio, fra cui principalmente la legge tedesca sulle tariffe incentivanti.

Lo studio sottolinea, comunque, i problemi di analisi derivanti da questo rapido sviluppo del mercato. Ciò ha reso difficile individuare dati pubblici aggiornati e affidabili sulle spese in conto capitale e su quelle operative. Ossia, le fonti su cui basare i calcoli del costo livellato dell’elettricità (LCOE).

Sempre secondo gli analisti, tale circostanza spinge tuttora le grandi organizzazioni a sottostimare il reale contributo del fotovoltaico nell’attuale transizione energetica. Questo comporta anche l’incapacità delle istituzioni di essere al passo con lo sviluppo del mercato reale e, di conseguenza, determinare politiche adeguate per la necessaria trasformazione del sistema energetico verso fonti rinnovabili.

Risultati del report

Con l’obiettivo di esaminare la generazione elettrica da fotovoltaico, i ricercatori hanno analizzato i prezzi 2018 dell’energia elettrica nei mercati spot di diversi paesi europei. In particolar modo, è stato elaborato il costo in città campione del Regno Unito (65 €/MWh), Italia (62 €/MWh), Spagna (57 €/MWh), Francia (50 €/MWh), Finlandia (47 €/MWh) e Germania (42 €/MWh).

A seguito di tali indicazioni, risulta come l’LCOE del fotovoltaico sia già più economico dei prezzi spot in Italia, Spagna, Francia e Regno Unito. In questi paesi, il costo medio ponderato del capitale (WACC) risulta infatti essere pari al 10%.

Le previsioni lasciano poi intendere, entro il 2030, l’LCOE del fotovoltaico andrà dai 14 €/MWh della Spagna ai 24 €/MWh della Finlandia, con un WACC nominale del 7%. Entro il 2050, si passerà addirittura a un range tra i 9 e i 15 €/MWh entro il 2050, rendendo ancora più evidente l’economicità del fotovoltaico.

Aumento IVA: possibili rincari delle bollette fino al 10%

aumento iva bollette

Il possibile aumento dell’IVA potrebbe avere pesanti ripercussioni anche sulle bollette degli italiani. Lo studio di SosTariffe prova a quantificare tali ulteriori aggravi. I maggiori incrementi sono previsti per l’energia elettrica, in particolar modo per gli utenti ancora in regime di maggior tutela.

Perché cresce il rischio

Lo spauracchio dell’aumento dell’IVA è uno dei temi principali nell’agenda economica e politica di questa estate. La crisi di governo e il perdurare di una situazione di instabilità hanno di fatto accresciuto tale possibilità. Diventano sempre più risicati, infatti, i tempi per la definizione e l’approvazione della Legge di Bilancio, circostanza che metterebbe l’Italia in seria difficoltà con l’Europa.

Senza contromisure economiche adeguate, l’incremento delle aliquote IVA diverrebbe dunque realtà. A subentrare, ci sarebbero le clausole di salvaguardia, che prevedono la variazione automatica di specifiche imposte (tra cui l’IVA) per garantire gli incrementi di gettito fiscale che consentirebbero il raggiungimento di previsti obiettivi di finanza pubblica.

Quanto aumenterebbero le nostre bollette luce

L’incremento dell’aliquota IVA dal 10 al 13% comporterebbe pesanti rialzi per le bollette luce e gas. Questo è quanto viene fuori da un analisi compiuta al riguardo da SosTariffe.it.

Per ciò che concerne l’impiego di energia elettrica, le studio prende come modello un utente-tipo con un consumo annuo di 2700 kWh, ripartito al 50% nella fascia F1 e per l’altra metà nelle fasce F2 e F3.

Da tale base di partenza, risulta evidente come i maggiori rialzi colpirebbero i consumatori in regime di maggior tutela. In questo caso, da una stima di spesa media per il 2019 pari a 628,32 €, con l’aumento dell’IVA si arriverebbe nel 2020 a 687,30 €. La variazione registrerebbe quindi un preoccupante +9,39% rispetto ai costi attuali.

Per il mercato libero, si è indicato invece una spesa media pari a 492,48 €, che potrebbe giungere a 505,10 € nel 2020, ossia con un incremento del 2,56%.

Rialzi anche per le bollette gas

L’aumento dell’IVA comporterebbe incrementi anche sulle bollette gas, sebbene con percentuali meno significative.

A essere preso qui in considerazione è un utente-tipo con un consumo annuo di 1400 metri cubi. In più, in una nota al proprio lavoro, SosTariffe sottolinea come per un consumo di gas fino 480 metri cubi annui, l’IVA applicata passerebbe dal 10 al 13%. Per consumi maggiori, invece, l’aliquota aumenterebbe dall’attuale 22% al 25,2%.

L’utente che sfrutta ancora il servizio di tutela vedrebbe così aumentare la sua bolletta del 2,31%, passando dai 1067,24 € del 2019 ai 1091,92 € del 2020.

Quasi simili i rincari per gli utenti già passati al mercato libero. In questo caso, l’aumento sarebbe del 2,18%, con una spesa prevista per il 2020 pari a 1009,37 €. (rispetto ai 987,87 € del 2019).

Il dato complessivo

Sommando gli incrementi delle bollette luce e gas diventa ulteriormente palese come l’aumento dell’IVA vada a colpire soprattutto gli utenti in maggior tutela. Questa tipologia di consumatori si troverebbe a passare dai 1695,56 € attuali ai 1779,22 € del 2020 (+4,93%).

Inferiori, ma comunque non irrilevanti, la crescita delle bollette per gli utenti del mercato libero: da 1480,36 € si arriverebbe a 1514,46 € (+2,30%).

Veicoli elettrici: otto ipotesi Arera sulle tariffe di ricarica

Ipotesi tariffe ricarica di veicoli elettrici

L’Autorità per energia reti e ambiente (ARERA) propone otto ipotesi di lavoro relativamente alle tariffe per la ricarica di veicoli elettrici. Tali orientamenti sono pubblicati nel documento per la consultazione (dco 318/2019) per l’aggiornamento della regolazione tariffaria 2020-2023 dei servizi di distribuzione e misura dell’energia.

Le attuali modalità di ricarica

Le valutazioni dell’Arera prendono spunto, fra gli altri, dai risultati riscontrati dall’agenzia governativa che regola i mercati energetici britannici (Ofgem):

Fonte: Ofgem, Future Insights Paper 5, Luglio 2018

 

Alla luce di questo studio, pare evidente che una larghissima maggioranza dell’energia ricaricata è prelevata in luoghi privati, a scapito di luoghi pubblici. Infatti, nel Regno Unito, attualmente l’87% dei prelievi avviene a casa, l’8% a lavoro, il 4% in aree di destinazione (es: in parcheggi di strutture commerciali) e solo l’1% avviene lungo la strada.

L’evidenza di questo dato è determinato da due fattori principali: gli orari di utilizzo consueto dei veicoli e la differenza di prezzo tra la più economica ricarica domestica e la più costosa ricarica pubblica (sebbene normalmente più rapida).

Il punto di partenza dell’Arera

Limitatamente ai punti di prelievo dedicati esclusivamente alla ricarica di veicoli elettrici in luoghi pubblici, l’Autorità ha introdotto nel 2010 la tariffa BTVE. Si tratta di una tariffa in cui servizi di rete e oneri generali di sistema vengono fatturati solo in funzione del volume di energia prelevata, senza applicazione di alcuna componente fissa annua.

Riguardo prospettive future, tuttavia, l’Arera sottolinea come sia difficile elaborare previsioni affidabili in merito allo sviluppo tecnologico e di mercato dei veicoli elettrici. Alla luce di tale valutazione, si fa presente come le evoluzioni tariffarie debbano essere concepite seguendo alcune linee guida. In particolar modo si dovrà:

  • fare in modo che le tariffe siano aderenti ai costi dei servizi;
  • non indurre una crescita ingiustificata e inefficiente dei costi per servizi di rete;
  • stimolare il ricorso ad approcci efficienti e tecnologicamente “neutrali”;
  • limitare il rischio di abusi e conseguenti costi per attività di controllo.

I quattro criteri presi in considerazione dall’Arera rappresentano la premessa alle 8 ipotesi di lavoro elaborate riguardo le possibili evoluzioni delle tariffe. Tali ipotesi di lavoro sono suddivise all’interno delle due macrocategorie di ricarica dei veicoli elettrici: luoghi accessibili al pubblico e luoghi privati.

Ipotesi per ricariche pubbliche

Per quanto riguarda l’ipotesi di lavoro n.1, l’Autorità suggerisce di rivedere le modalità di attribuzione della BTVE. Si ritiene pertanto opportuno prevedere il rispetto di alcuni requisiti minimi relativi all’infrastruttura di ricarica, a differenza di quanto avvenuto finora. Ad oggi, infatti, la tariffa è stata concessa a chiunque ne facesse richiesta, con la sola condizione che fosse applicata a un punto di prelievo dedicato alla sola ricarica.

A partire della possibilità di introdurre un nuovo requisito tecnico per l’applicabilità dell’attuale tariffa BTVE, prende corpo anche l’ipotesi di lavoro n.2. Tale ipotesi valuta l’opportunità di intervenire anche sul livello della tariffa, riducendone l’entità solamente nelle ore notturne. Questo comporterebbe, di fatto, l’introduzione di una struttura tariffaria di tipo “time of use”. Ulteriore conseguenza sarebbe la riduzione dei costi associati alla ricarica, favorendo nuove soluzioni innovative di utilizzo notturno della stazione di ricarica in luoghi accessibili al pubblico.

La terza ipotesi contempla la possibilità di una tariffa monomia per punti di prelievo di media tensione esclusivamente dedicati alla ricarica di veicoli elettrici. Tuttavia, l’Autorità riconosce essere ancora troppo pochi i dati a disposizione per valutare tale scelta.

La quarta e ultima ipotesi per le ricariche pubbliche suggerisce l’introduzione di progetti pilota nelle applicazioni V2G (Vehicle-to-Grid). In questo modo si intendono offrire servizi di flessibilità e bilanciamento alla rete.

Ipotesi per ricariche private

Relativamente alle tariffe per ricariche private, l’Arera segnala la sostanziale differenza nei costi medi di ricarica qualora questa avvenga presso l’abitazione oppure presso un posto auto o box privato non collegato elettricamente all’abitazione. In quest’ultimo caso, al nuovo POD viene applicata la tariffa per i clienti connessi in bassa tensione diversi da domestico e illuminazione pubblica (BTAU). Rispetto a quelle applicabili ai clienti domestici, le tariffe applicate alla tipologia BTAU prevedono un peso maggiore delle quote fisse.

L’ipotesi di lavoro n.5 vaglia dunque l’opportunità di modificare la regolazione tariffaria applicabile a box non collegati elettricamente all’abitazione. Il rischio di tale ipotesi è l’insorgenza di comportamenti opportunistici e che richiederebbero maggiori oneri di verifica da parte delle imprese di vendita.

Per ridurre l’impatto sulla spesa energetica derivante da un aumento di potenza, l’Arera ha elaborato l’ipotesi di lavoro n.6. Questa ipotesi prevede un aumento della potenza disponibile solamente in fascia F3. Anche in questo caso aumenterebbero però gli oneri di verifica, dovendo accertare che il titolare del POD sia anche proprietario di un veicolo elettrico.

Al fine di evitare l’inutile moltiplicarsi di punti di prelievo molto contenuti, l’ipotesi n.7 punta sulla ricarica privata collettiva. Ciò significa l’attivazione di servizi di ricarica di veicoli elettrici a disposizione di tutti gli abitanti di un condominio. Tale ipotesi prevede che i costi di funzionamento vengano ripartiti fra i condomini in proporzione dell’effettivo utilizzo.

In ultimo, l’ipotesi di lavoro n.8 intende favorire l’opportunità di ricarica presso i luoghi di lavoro. Con l’introduzione di flotte aziendali basate su veicoli elettrici, si potrebbe intervenire sulla regolazione tariffaria applicabile alle aziende. Ad esempio, si suggerisce di non conteggiare i picchi di potenza registrati nella fascia oraria F3.

Fine del mercato tutelato: quanto ne sanno i consumatori?

indagine su fine mercato tutelato

Il report sulla fine del mercato tutelato testimonia una migliore conoscenza del mercato energetico da parte dei consumatori italiani. Chi è già passato al mercato libero dimostra inoltre una maggiore soddisfazione rispetto a chi è ancora in regime di tutela.

Un Tavolo di confronto sul superamento delle tutele

Il 1° luglio 2020 andrà definitivamente in soffitta il mercato tutelato, con la necessità di comunicarne in maniera chiara agli italiani la sua abolizione. Proprio a questo scopo è sorto il Tavolo permanente sul superamento delle tutele di prezzo nei mercati dell’energia elettrica e del gas naturale.

Il progetto è stato condotto dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e Public Affairs Advisors, in collaborazione con EMG Acqua Group. I lavori hanno così portato all’elaborazione di un rapporto sulla percezione e la conoscenza dei consumatori riguardo al processo di liberalizzazione del mercato.

Conoscenza dei consumatori

Per quanto riguarda la conoscenza del proprio contratto luce e gas, l’80% degli italiani che si occupano delle bollette dimostra di essere a conoscenza della tipologia del proprio contratto di fornitura (libero o in tutela).

Soltanto un terzo degli intervistati conosce la differenza tra mercato tutelato e libero, percentuale che sale al 60% fra chi gestisce le bollette. Quest’ultimo è un dato rimasto costante negli ultimi 12 mesi. Nel rapporto, la mancata crescita del livello di conoscenza viene giustificata dal rinvio di un anno della scadenza e dalla mancanza di azioni comunicative istituzionali.

Inoltre, le scarse informazioni circolanti continuano a implicare il timore diffuso che la fine del mercato tutelato comporti un aumento dei prezzi. Sebbene il dato sia in leggera flessione, il 52% degli intervistati si aspetta ancora tariffe più alte. La percentuale scende di poco nel caso di chi si occupa delle bollette, segnando un preoccupante 49%.

Bassissima, poi, la conoscenza dell’ARERA, l’Autorità di regolazione del settore energetico (14% degli intervistati; 25% fra chi si occupa di bollette). Addirittura meno conosciuti, poi, i servizi offerti dall’Authority a supporto degli utenti (Sportello per il consumatore, Bonus sociale, ecc.).

Soddisfazione dei consumatori

Il rapporto indaga poi la soddisfazione dei consumatori italiani, prendendo come riferimento coloro che conoscono il proprio tipo di contratto.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, sale al 22% la percentuale degli utenti del mercato libero che si dichiara molto soddisfatto. Il 67% si dichiara comunque abbastanza soddisfatto del proprio fornitore. Nel mercato tutelato, sono di meno i consumatori molto soddisfatti (18%), sebbene complessivamente solo l’8% si dichiara totalmente insoddisfatto.

Non si discostano molto i dati relativi agli utenti del gas naturale. Tra coloro che hanno già scelto il mercato libero, il 22% risulta molto soddisfatto e il 67% abbastanza soddisfatto. Il 15% di chi invece opta ancora per il mercato tutelato si dichiara molto soddisfatto, abbastanza soddisfatto il 77%.

ENERGIA ELETTRICA
Mercato tutelato Mercato libero
Molto soddisfacente 18% 22%
Abbastanza soddisfacente 74% 67%
Non soddisfacente 8% 11%

 

GAS NATURALE
Mercato tutelato Mercato libero
Molto soddisfacente 15% 21%
Abbastanza soddisfacente 77% 68%
Non soddisfacente 8% 11%

 

Per saperne di più

L’Istituto IRE offre il proprio supporto per garantirti ulteriori dettagli sul superamento del mercato tutelato. Per saperne di più, è possibile scriverci all’indirizzo info@istitutoire.it o contattarci qui compilando i campi richiesti.

Arera: pubblicato il Quadro Strategico 2019-2021

L’Arera, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha presentato il Quadro Strategico 2019-2021 per la regolazione di energia, acqua e rifiuti. Il documento indica obiettivi e principali linee di intervento per il triennio in questione, considerando l’evoluzione del contesto di riferimento nazionale ed europeo.

Oggetto del piano sono sia temi trasversali agli ambiti di competenza dell’Autorità, sia obiettivi e indirizzi relativi alle aree energetica e ambientale.

Il contesto di partenza

Attraverso il percorso della sostenibilità, l’Autorità mira a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, sviluppo dell’energia circolare e attenuazione dei danni connessi alla siccità.

Secondo l’Arera è questa una strada percorribile attraverso la sempre più stretta interdipendenza dei settori energetico e ambientale. L’innovazione tecnologica e la maggiore sensibilità ambientale dei consumatori stanno infatti contribuendo a trasformare la risorsa idrica e i rifiuti in fonte di energia e di flessibilità.

In virtù di tale contesto, l’Authority palesa l’esigenza di aumentare gli investimenti per garantire il miglioramento della qualità e dell’efficienza dei servizi di erogazione.

Verso un consumatore consapevole

L’apertura al mercato viene ritenuta la via maestra per alimentare la spinta concorrenziale fra gli operatori e determinare una maggiore consapevolezza dei clienti. Alla luce di tale prospettiva, l’Arera valuta tuttavia necessario il rafforzamento delle tutele non economiche.

A questo scopo, l’evoluzione degli strumenti di rilevazione e misurazione e la conseguente disponibilità di dati vengono ritenuti gli elementi principali di supporto allo sviluppo del consumatore consapevole.

Il primo passo, secondo il Quadro Strategico Arera, permane dunque l’irrobustimento degli strumenti di informazione, formazione e trasparenza a favore dei consumatori.

Efficienza e sostenibilità

L’Autorità si pone come finalità il compimento della disciplina riguardante la sostenibilità delle tariffe alle utenze attraverso il miglioramento dell’efficienza e della qualità del servizio. Gli obiettivi strategici per giungere a tale esito sono essenzialmente tre:

  • disposizione di regoli uniformi sul territorio nazionale per la gestione dei rapporti tra operatori e utenti nel settore idrico;
  • sviluppo efficiente delle infrastrutture;
  • promozione di un quadro di governance chiaro e affidabile.

Quali sfide per il settore energetico?

I tre elementi che fanno propendere per la creazione di mercati efficienti e integrati sono l’impulso europeo in favore della decarbonizzazione, i limiti dell’attuale sistema elettrico e i nuovi equilibri internazionali di approvvigionamento di gas.

In ragione di ciò, il Quadro Strategico Arera individua quattro obiettivi fondamentali per vincere la sfida di un sistema energetico che assicuri adeguatezza e sviluppo continuo:

  • ampliare lo sviluppo dei mercati di energia elettrica e gas per renderli, appunto, sempre più efficienti e integrati a livello europeo;
  • un funzionamento efficiente dei mercati retail e l’istituzione di nuove forme di tutela per i clienti;
  • razionalizzare e semplificare i flussi informativi per garantire il corretto funzionamento dei processi di mercato;
  • delinare interventi necessari a proteggere il sistema e i consumatori dalle conseguenze economiche di possibili default degli operatori della vendita.

In conclusione, il documento individua poi obiettivi strategici e linee d’intervento per lo sviluppo selettivo e l’uso efficiente delle infrastrutture energetiche, oltre alla promozione di un quadro coerente di regole europee e nazionali.