Luce e gas: tariffe in aumento da ottobre

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L’Autorità per l’energia ha comunicato i rincari previsti per le bollette luce e gas dell’ultimo trimestre 2019. L’energia elettrica sale del 2,6%, mentre il gas del 3,9%. Leggero aumento anche per la spesa annuale delle famiglie in regime di tutela.

Perché aumentano luce e gas

Oltre al consueto andamento stagionale dei mercati, una serie di fattori eterogenei contribuisce al rialzo dei costi nelle fatture luce e gas.

Per ciò che concerne il prezzo del gas, ad esempio, influiscono la riduzione della produzione olandese e le restrizioni all’accesso ai gasdotti di transito europei. Circostanze, queste, che hanno avuto conseguenze anche per la produzione elettrica, essendone tuttora il gas elemento predominante.

Proprio sugli aumenti della bolletta luce, inoltre, un peso considerevole lo hanno i problemi riscontrati in alcune centrali nucleari francesi. Il Paese transalpino è il principale esportatore di energia elettrica al mondo e le preoccupazioni su un possibile calo della produzione nei prossimi mesi hanno senz’altro indotto a una risalita i prezzi.

Infine, un ruolo importante è giocato dalle tensioni geopolitiche nell’area mediorientale. Nonostante il parziale ripristino degli impianti colpiti, infatti, gli attacchi alle piattaforme petrolifere saudite minacciano di avere deleteri effetti economici anche per i mesi a venire.

Bolletta luce: i dettagli dell’aumento

Come già accennato, il costo dell’energia elettrica sale del 2,6% per una famiglia tipo (consumo medio di 2700 kWh/anno e potenza impegnata di 3 kW).

I maggiori rialzi sono ascrivibili proprio all’incremento di spesa per la materia prima (+3,2%). Nel dettaglio, i motivi sopra esposti hanno spinto verso l’aumento del prezzo di acquisto dell’energia elettrica (+2,9%), a cui si aggiunge anche quello del corrispettivo di dispacciamento (+0,3%).

Tuttavia, a mitigare tali incrementi, interviene la riduzione della spesa per gli oneri di sistema (-0,6%). Non subiscono variazioni, invece, le componenti per il trasporto e la gestione del contatore.

Bolletta gas: rialzo causato dalla materia prima

La variazione sulla spesa domestica per il gas naturale fa segnare un +3,9%. L’utente di riferimento per l’Arera, anche in questo caso, è la famiglia tipo (di cui si considera un consumo annuo di 1400 metri cubi).

Come per la fattura dell’energia elettrica, anche per quella del gas il rialzo è quasi totalmente determinato dalla crescita del prezzo di acquisto della materia prima (+3,8%). Da registrare, inoltre, il lieve aggiustamento dei costi di trasporto (+0,1).

Luce e gas: variazioni rispetto al 2018

Comunicati i prezzi relativi anche al quarto trimestre, è dunque possibile valutare quali effetti ha avuto questo 2019 sulle tasche degli italiani.

Per una famiglia tipo in regime di tutela, la spesa complessiva è cresciuta di circa l’1% rispetto all’anno precedente. In particolar modo, l’elettricità segna un +1,35%, mentre per il gas risulta un aumento dell’1%.

Nell’anno solare, dunque, la somma complessiva destinata all’energia elettrica sarà di 559 euro. Quasi il doppio quella relativa al gas naturale: 1107 euro.

Come risparmiare sulle tariffe

Grazie ai servizi riservati ai suoi Associati, l’Istituto di ricerca per il Risparmio Energetico permette di abbattere le tue spese legate all’energia.

La profilazione dei consumi e il successivo inserimento nel Gruppo d’Acquisto consentono infatti all’Associato I.R.E. di beneficiare di tariffe luce e gas alle migliori condizioni proposte al momento dal mercato.

È questa la prima fase di un più ampio percorso di riduzione dei costi energetici. L’individuazione di interventi personalizzati di efficientamento e autoproduzione garantisce infatti all’Associato un più complessivo risparmio sulle spese energetiche che attualmente si trova costretto a sostenere.

Fine del mercato tutelato: quanto ne sanno i consumatori?

indagine su fine mercato tutelato

Il report sulla fine del mercato tutelato testimonia una migliore conoscenza del mercato energetico da parte dei consumatori italiani. Chi è già passato al mercato libero dimostra inoltre una maggiore soddisfazione rispetto a chi è ancora in regime di tutela.

Un Tavolo di confronto sul superamento delle tutele

Il 1° luglio 2020 andrà definitivamente in soffitta il mercato tutelato, con la necessità di comunicarne in maniera chiara agli italiani la sua abolizione. Proprio a questo scopo è sorto il Tavolo permanente sul superamento delle tutele di prezzo nei mercati dell’energia elettrica e del gas naturale.

Il progetto è stato condotto dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e Public Affairs Advisors, in collaborazione con EMG Acqua Group. I lavori hanno così portato all’elaborazione di un rapporto sulla percezione e la conoscenza dei consumatori riguardo al processo di liberalizzazione del mercato.

Conoscenza dei consumatori

Per quanto riguarda la conoscenza del proprio contratto luce e gas, l’80% degli italiani che si occupano delle bollette dimostra di essere a conoscenza della tipologia del proprio contratto di fornitura (libero o in tutela).

Soltanto un terzo degli intervistati conosce la differenza tra mercato tutelato e libero, percentuale che sale al 60% fra chi gestisce le bollette. Quest’ultimo è un dato rimasto costante negli ultimi 12 mesi. Nel rapporto, la mancata crescita del livello di conoscenza viene giustificata dal rinvio di un anno della scadenza e dalla mancanza di azioni comunicative istituzionali.

Inoltre, le scarse informazioni circolanti continuano a implicare il timore diffuso che la fine del mercato tutelato comporti un aumento dei prezzi. Sebbene il dato sia in leggera flessione, il 52% degli intervistati si aspetta ancora tariffe più alte. La percentuale scende di poco nel caso di chi si occupa delle bollette, segnando un preoccupante 49%.

Bassissima, poi, la conoscenza dell’ARERA, l’Autorità di regolazione del settore energetico (14% degli intervistati; 25% fra chi si occupa di bollette). Addirittura meno conosciuti, poi, i servizi offerti dall’Authority a supporto degli utenti (Sportello per il consumatore, Bonus sociale, ecc.).

Soddisfazione dei consumatori

Il rapporto indaga poi la soddisfazione dei consumatori italiani, prendendo come riferimento coloro che conoscono il proprio tipo di contratto.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, sale al 22% la percentuale degli utenti del mercato libero che si dichiara molto soddisfatto. Il 67% si dichiara comunque abbastanza soddisfatto del proprio fornitore. Nel mercato tutelato, sono di meno i consumatori molto soddisfatti (18%), sebbene complessivamente solo l’8% si dichiara totalmente insoddisfatto.

Non si discostano molto i dati relativi agli utenti del gas naturale. Tra coloro che hanno già scelto il mercato libero, il 22% risulta molto soddisfatto e il 67% abbastanza soddisfatto. Il 15% di chi invece opta ancora per il mercato tutelato si dichiara molto soddisfatto, abbastanza soddisfatto il 77%.

ENERGIA ELETTRICA
Mercato tutelato Mercato libero
Molto soddisfacente 18% 22%
Abbastanza soddisfacente 74% 67%
Non soddisfacente 8% 11%

 

GAS NATURALE
Mercato tutelato Mercato libero
Molto soddisfacente 15% 21%
Abbastanza soddisfacente 77% 68%
Non soddisfacente 8% 11%

 

Per saperne di più

L’Istituto IRE offre il proprio supporto per garantirti ulteriori dettagli sul superamento del mercato tutelato. Per saperne di più, è possibile scriverci all’indirizzo info@istitutoire.it o contattarci qui compilando i campi richiesti.

Bonus Sociale: Arera chiede l’applicazione automatica in bolletta

Bonus sociale in bolletta

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha inviato una segnalazione a Parlamento e Governo con l’obiettivo di applicare automaticamente il bonus sociale di sconto previsto sulle bollette di luce, gas e acqua.

All’interno del documento, l’ARERA espone le ragioni della richiesta, presentando inoltre i dati sull’attuale stato di attribuzione del bonus sociale.

Cos’è il bonus sociale

Il bonus sociale è una misura di compensazione della spesa riguardante le forniture di energia elettrica, gas naturale e acqua. Si tratta di uno strumento introdotto per ridurre i costi a carico dei nuclei familiari in stato di disagio economico e sociale, assicurando loro l’accesso ai servizi essenziali.

L’analisi dei dati

Nel 2018, nonostante un incremento rispetto agli anni precedenti, l’ARERA rileva come il rapporto tra i potenziali destinatari e coloro che effettivamente usufruiscono dei bonus elettrico e gas abbia raggiunto solamente il 36%. Inoltre, questa percentuale non è uniforme su tutto il territorio nazionale, facendo riscontrare dati molto bassi in alcune regioni.

Quanto al bonus idrico, le richieste finora giunte sono state presentate prevalentemente da coloro che già beneficiano delle agevolazioni su luce e gas. Tale riscontro lascia intendere che i trend siano simili anche in questo caso, sebbene il bonus idrico sia tuttora in fase di prima attuazione.

Erogazione automatica dei bonus

Ciò che si desume è l’impatto ancora incompleto del bonus sociale e la scarsa conoscenza che si ha tuttora del contributo. L’ARERA ha dunque deciso di segnalare a Governo e Parlamento la necessità di adottare meccanismi di attribuzione automatica delle misure di compensazione della spesa.

A questo scopo e sempre nel rispetto delle norme sulla privacy, l’Autorità prevede uno scambio telematico dei dati necessari già contenuti nelle banche dati pubbliche. In questo modo, si vuole eliminare l’obbligo a carico dei richiedenti di presentare annualmente la domanda di agevolazione.

Ulteriore richiesta dell’ARERA è inoltre quella di estendere il bonus sociale idrico anche a coloro che beneficiano del reddito di cittadinanza, così come già avviene per i bonus elettrico e gas.

Copertura dei costi

Attualmente, sono 2,1 milioni coloro che fanno richiesta del bonus sociale. L’Autorità valuta dunque come individuare le coperture economiche che garantiscano il sostegno ai 6,8 milioni di cittadini aventi diritto.

I costi sono attualmente posti a carico dei sistemi elettrico, gas e idrico (con un contributo statale per il bonus gas). La copertura è assicurata da componenti tariffarie specificatamente determinate a carico di tutti i clienti elettrici, dei clienti gas non domestici e degli utenti del servizio idrico integrato. Tali componenti sono applicate anche ai clienti agevolati, venendo poi compensate da un analogo incremento del bonus sociale corrisposto.

In caso di erogazione automatica del bonus, la stima di 350 milioni di spesa sarebbe in parte compensata da una significativa riduzione dei costi di gestione del sistema, nonché da una semplificazione delle procedure e dall’azzeramento degli oneri organizzativi a carico delle famiglie interessate.

Almeno per i primi anni, secondo i calcoli dell’ARERA il prelievo rimarrebbe invariato nel caso del gas naturale. Quanto al settore elettrico, si avrebbe un trascurabile aumento tariffario pari al +0,2% (circa 1€/anno) rispetto alla spesa attuale del cliente domestico tipo.

Vuoi saperne di più sul bonus sociale?

In attesa di novità sul tema, IRE offre il proprio aiuto per fornire delucidazioni sui requisiti e le attuali modalità di accesso al bonus sociale. Per saperne di più, è possibile scriverci all’indirizzo info@istitutoire.it o contattarci qui compilando i campi richiesti.

Bollette: luce in aumento a partire da luglio, gas in calo

bolletta luce e gas

Dal primo luglio cambiano le tariffe delle bollette luce e gas per il mercato tutelato. L’Arera ha infatti comunicato gli aggiornamenti dei prezzi relativi al terzo trimestre 2019: per una famiglia tipo l’energia elettrica aumenta dell’1,9%, mentre il gas segna un -6,9%. Proviamo qui a capire gli effetti che queste variazioni avranno nelle spese delle famiglie italiane.

Perché cresce la spesa per l’energia elettrica

Dai dati diffusi dall’Autorità per l’Energia, il rincaro delle bollette elettriche è determinato principalmente dall’incremento della spesa per la materia energia (+2,65%).

L’aumento del prezzo di acquisto dell’energia elettrica rappresenta una parte preponderante di questo rialzo (+2,49%), a cui si aggiungono i leggeri aumenti del corrispettivo di dispacciamento (+0,05%) e del corrispettivo di perequazione dei costi di acquisto e dispacciamento dell’energia elettrica destinata ai clienti in regime di maggior tutela (+0,11%).

L’aumento della spesa per la materia energia è comunque in parte compensata dalla contestuale riduzione della spesa legata agli oneri generali di sistema (-0,75%).

In sintesi, la composizione percentuale della spesa di energia elettrica è quella esposta nel grafico che segue:

Composizione percentuale della spesa luce
Composizione della bolletta luce – III trimestre 2019 (Fonte: Arera)

 

Cala il costo del gas naturale

Se le bollette del consumo di energia elettrica sono destinate ad aumentare, in discesa risultano quelle legate al gas naturale. La già indicata diminuzione del 6,9% è in pratica tutta da attribuire alla componente relativa ai costi di approvvigionamento della materia prima. Infatti, il calo nelle bollette rispecchia quello attinente alle quotazioni all’ingrosso nei mercati in Italia e in Europa.

Non significative nel conteggio della spesa complessiva risultano, poi, le trascurabili diminuzioni del corrispettivo riguardante i costi di trasporto della materia gas.

Nel terzo trimestre, la spesa per la fornitura di gas naturale dell’utente tipo domestico servito in tutela è dunque così ripartita:

Composizione percentuale della spesa gas
Composizione della bolletta gas – III trimestre 2019 (Fonte: Arera)

Quanto spenderanno le famiglie italiane?

Per una misurazione degli effetti di tali variazioni, l’Arera prende in considerazione quelli che riguardano la famiglia tipo. Con tale definizione, l’Autorità si riferisce a un’utenza con consumi medi di energia elettrica di 2700 kWh e una potenza impegnata di 3 kW. I consumi di gas della famiglia tipo vengono invece quantificati in 1400 metri cubi annui.

Pertanto, nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° ottobre 2018 e il 30 settembre 2019), l’Arera stima una spesa per l’elettricità pari a 566 euro. Nello stesso periodo, una famiglia tipo sborserà circa 1150 euro per le bollette del gas.

Bollette luce e gas: tariffe in netto calo dal 1° Aprile

L’Autorità per l’Energia ha aggiornato le tariffe per il secondo trimestre 2019. Dopo un anno contraddistinto da costanti aumenti, si registrano prezzi finalmente in discesa all’interno delle bollette luce e gas. Per i clienti del mercato tutelato, infatti, l’energia elettrica risulta scendere dell’8,5% e il gas naturale addirittura del 9,9% rispetto ai primi tre mesi dell’anno.

Arriva il cambio di rotta

Dal 1° Aprile la spesa complessiva per le bollette luce e gas subirà quindi una variazione al ribasso determinata dal significativo calo dei costi relativi alla materia prima. Per quanto riguarda l’energia elettrica, si segna un abbassamento dei costi per l’approvvigionamento dell’elettricità (-12,2%). Tale riduzione è però in parte compensata dal leggero adeguamento degli oneri generali di sistema (+3,7%), che conduce pertanto a quel -8,5% in bolletta per le famiglie in regime di tutela.

Il calo della spesa per la materia prima giunge in doppia cifra anche nel caso del gas naturale (-10,5%). E, anche qui, a controbilanciare il dato interviene un lieve aumento degli oneri generali (+0,4%) e dei costi relativi al trasporto e gestione del contatore (+0,15%).

Perché le tariffe stanno scendendo

Il 2018, come già visto, aveva rappresentato un annus horribilis per le famiglie italiane, costrette a fare i conti con gli incrementi delle loro bollette luce e gas. Tuttavia, il nuovo aggiornamento dell’Authority inizia a compensare i decisi aumenti degli ultimi quattro trimestri.

Le ragioni di questo calo sono da individuare soprattutto nella contrazione dei prezzi all’ingrosso dell’energia che, nel caso del gas naturale, è anche frutto dell’allineamento al ribasso del mercato asiatico ed europeo. Una circostanza a cui ha contribuito un inverno non troppo rigido, che ha così permesso un contenimento delle quotazioni all’ingrosso.

L’andamento del prezzo del gas acquisisce ancora più rilievo considerando poi quanto sia stretta la connessione che ha in Italia con il costo dell’elettricità. Nel nostro Paese, infatti, oltre il 55% dell’energia elettrica è prodotta da centrali a ciclo combinato, che sono a loro volta alimentate a gas.

A tutto questo, si aggiunge infine l’assestamento del prezzo dei permessi di emissione di CO2, dopo la pesante crescita fatta registrare l’anno passato.

Conti in tasca agli italiani

Le valutazioni dell’Autorità per l’Energia (ARERA) sono riferite alla fruizione di una famiglia tipo, ossia con un consumo medio pari a 2700 kWh annui per l’elettricità e 1400 metri cubi annui per il gas.

Secondo questi calcoli, al 30 giugno 2019 la spesa per l’energia elettrica sarà complessivamente di 565 euro, considerando come riferimento gli ultimi quattro trimestri. Cifra che raggiunge i 1157 euro nel caso del gas naturale.

Tuttavia, resta da ribadire come questi importanti tagli alle bollette luce e gas non consentano di ritornare ancora alle cifre della primavera 2018. Anche in quel trimestre i cali sono stati notevoli (-8% elettricità, -5,7% gas naturale), ma successivamente si è purtroppo evidenziato un netto cambio di tendenza. Da quel momento, infatti, il prezzo dell’energia elettrica è aumentato del 6,6% nel terzo trimestre, del 7,6% nel quarto ed è rimasto stabile nel primo di quest’anno. Quanto al gas naturale, questi ha fatto segnare addirittura tre aumenti di fila (8,2%, 6,1%, 2,3%) nell’arco temporale considerato.

A smorzare gli entusiasmi, arriva inoltre una nota di Adiconsum che sottolinea come il calo delle tariffe sia solo un dato congiunturale. L’associazione di consumatori invita quindi a rendere strutturale la diminuzione, rimodulando il sistema tariffario e trasferendo alcuni dei costi attualmente in bolletta sulla fiscalità generale.

Bonus per disagio fisico: tutto quello che c’è da sapere

bonus sociale disagio fisico

Il bonus sociale per disagio fisico è uno sconto all’interno della bolletta elettrica di cui può beneficiare chi si trova in gravi condizioni di salute.

Dopo aver esaminato nel dettaglio il sostegno per disagio economico, questa volta facciamo pertanto luce su un’ulteriore forma di bonus sociale messa a disposizione di chi affronta situazioni di forte difficoltà. Tale bonus per disagio fisico è inoltre cumulabile proprio all’agevolazione che già abbiamo visto per i casi di disagio economico (sia luce che gas).

Chi ha diritto al bonus per disagio fisico

Il bonus può essere ottenuto nei casi in cui una grave malattia costringa all’utilizzo di apparecchiature mediche indispensabili per il mantenimento in vita e alimentate con l’energia elettrica. A disporre di questa compensazione economica sono sia i clienti domestici affetti da grave malattia che quelli presso i quali viva una persona affetta da grave malattia e costretta a utilizzare macchinari elettromedicali salvavita.

Nello specifico, l’elenco di apparecchiature che consentono di accedere al bonus sono state previste nel Decreto del Ministero della Salute del 13 gennaio 2011. Tale lista include apparecchiature di supporto alla funzione cardio-respiratoria, renale e alimentare, oltre a quelle a supporto delle attività di somministrazione. Infine, rientrano fra gli strumenti salvavita anche mezzi di trasporto e ausili per il sollevamento di disabili, nonché i materassi antidecubito.

Come si richiede il bonus

La domanda va presentata presso il Comune di residenza del titolare della fornitura elettrica (anche nel caso in cui non sia il malato stesso), utilizzando gli appositi moduli. È inoltre possibile consegnare la domanda anche presso un altro ente designato dal Comune (come CAF e Comunità montane).

  • Documento di identità e codice fiscale del richiedente (oltre che del malato, nel caso non siano la stessa persona);
  • Certificato ASL che attesti la situazione di grave condizione di salute; la necessità di utilizzare le apparecchiature elettromedicali salvavita; il tipo di apparecchiatura adoperata e le ore di impiego giornaliero; l’indirizzo presso il quale è installata.
  • Modulo B per l’ammissione al bonus regolarmente compilato.

Per la corretta presentazione del modulo B è inoltre necessario avere a disposizione alcune informazioni reperibili in bolletta o nel contratto di fornitura. Vanno cioè indicati: la potenza impegnata o disponibile; il codice POD identificativo del punto di consegna dell’energia (composto da un codice alfanumerico che inizia con IT).

Nel caso, infine, che a consegnare la domanda sia un’altra persona, va anche compilato il modulo Allegato D per le deleghe.

Ammontare del bonus per disagio fisico

Il valore del bonus dipende dalla potenza contrattuale, dalle apparecchiature elettromedicali salvavita utilizzate e dal tempo giornaliero di impiego delle stesse.

Gli sconti in bolletta variano annualmente e nel 2019 risultano essere le seguenti:

extra consumo rispetto a utente tipo (2700 kWh/anno) FASCIA MINIMA
(fino a 600 kWh/anno)
FASCIA MEDIA
(tra 600 e 1200 kWh/anno)
FASCIA MASSIMA
(oltre 1200 kWh/anno)
fino a 3 kW 204 € 336 € 486 €
oltre 3 kW (da 4,5 kW in su) 478 € 605 € 732 €

L’assegnazione a uno dei tre livelli viene calcolata dal sistema informatico che gestisce i bonus in base alla certificazione ASL. Tuttavia, se l’ASL non fornisce indicazioni su macchinari adoperati e ore di utilizzo, il sistema assegna automaticamente la fascia minima.

Modalità di riscossione del bonus

L’importo del bonus viene scalato direttamente in bolletta e ripartito nel corso delle fatture corrispondenti ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda. La conferma della sua concessione si ha con un’apposita comunicazione in bolletta. Inoltre, erogazione e valore del bonus per disagio fisico sono riportati nella sezione relativa al totale servizi di rete.

L’assegnazione del bonus continua senza interruzioni, poi, per tutto il periodo di utilizzo delle apparecchiature. Per questo motivo, l’avvenuta cessazione del loro utilizzo va comunicata tempestivamente al proprio venditore di energia elettrica.

Variazioni

Proprio in ragione della continuità di somministrazione del bonus per gravi condizioni di salute e a differenza di quanto accade invece nel caso di agevolazione per disagio economico, non è necessario presentare alcuna domanda di rinnovo. L’erogazione dello sconto, come già precisato, viene infatti interrotta soltanto alla conclusione dell’utilizzo degli apparecchi elettromedicali.

Nell’eventualità, però, che sia necessario installare nuovi macchinari o adoperare per un maggior numero di ore giornaliere quelli già esistenti, occorre presentare nuovamente il modulo B barrando la voce “variazione apparecchiature”. Se all’accettazione della domanda consegue il riconoscimento di un diverso livello di bonus, l’adeguamento economico corrispondente decorre dal momento in cui il cliente presenta la richiesta.