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Luce e gas: dietrofront su proroga del mercato tutelato

Nel decreto fiscale approvato in Parlamento, non c'è il rinvio della fine tutela per luce e gas. Potrebbe però essere inserito nel decreto Milleproroghe.

Nessun rinvio nel decreto fiscale

Nuova puntata per quanto riguarda il rinvio dello stop al regime di tutela luce e gas.

In queste settimane, infatti, ARERA e Ministero dello Sviluppo Economico si erano già espressi a favore di una proroga del mercato tutelato. Poi, nel corso del dibattito parlamentale sul Def 2020, anche esponenti della maggioranza avevano presentato proposte in favore di un rinvio fino al 2022.

Eppure, nel decreto fiscale approvato ieri in via definitiva dal Senato, non c’è traccia di proroga per il fine tutela luce e gas. Gli emendamenti sull’argomento sono stati infatti dichiarati inammissibili ed eliminati dal maxiprovvedimento presentato dal governo prima del voto in parlamento.

Cosa succede adesso?

Allo stato attuale, pertanto, l’abolizione del mercato tutelato viene confermato al 1° luglio 2020. A partire da quella data, per le loro forniture di energia elettrica e gas, si dovranno rivolgere al mercato libero anche le famiglie e le piccole imprese che ancora si affidano al regime tariffario stabilito ogni trimestre dall’ARERA.

La vicenda si conclude qui? A quanto pare, non è ancora detta l’ultima parola. Nonostante la completa liberalizzazione del mercato energetico venga rinviata ormai da 5 anni, partiti politici e ARERA continuano a spingere per posticipare il fine tutela luce e gas.

Questo lascia intendere che potrebbe esserci un nuovo ritorno di fiamma per una ennesima proroga. Infatti, se le richieste di rinvio sono state ritenute inemendabili nel decreto fiscale, ciò non toglie che potrebbero ritornare all’interno del consueto decreto Milleproroghe.

Fine tutela: è davvero un male?

Fino a questo momento, da più fronti si è alimentata una campagna denigratoria del Mercato libero energetico. Tuttavia, alcuni indicatori suggeriscono una realtà in parte differente e senz’altro più complessa.

Sono condivisibili, infatti, le criticità espresse da ARERA sulla reale concorrenza tra operatori energetici e sulla necessità di regolamentare il settore. Inoltre, così come confermato da tutte le indagini sul tema, i consumatori italiani sembrano avere ancora scarsa consapevolezza del mercato energetico.

Ed è proprio la consapevolezza il motivo del contendere, visto che, a ben vedere, il passaggio al Mercato libero sembra assicurare convenienza da un punto di vista economico. Infatti, già a maggio 2018, sul Portale Offerte di ARERA si registrava la possibilità di un netto risparmio passando alle offerte a prezzo libero.

Ad esempio, per le offerte luce a prezzo fisso, si segnalavano già diminuzioni del 7% per gli utenti domestici e del 9,7% per quelli non domestici. A tutto questo, va inoltre aggiunto che, spesso, prezzi più alti nel passaggio al mercato libero corrispondono alla scelta, da parte dei consumatori, di abbinare alla forniture energetiche anche servizi aggiuntivi, ottenendo di fatto un doppio beneficio dall’abbandono della tutela luce e gas.

Mercato tutelato, mercato libero: qual è la verità?

A questo punto, quindi, sembra chiaro che il problema non sia in sé il passaggio al mercato libero, quanto la scarsa consapevolezza dei consumatori. Ciò è determinato senz’altro dalla scarsa informazione, ma anche dal fatto che, quello energetico, è davvero un mercato molto complicato e quasi mai trasparente.

L’ Istituto IRE nasce proprio come associazione no-profit di consumatori che intende promuovere la consapevolezza energetica e la cultura del risparmio energetico. Con questi obiettivi e grazie alla forza del nostro Gruppo d’Acquisto, assicuriamo ai nostri Associati forniture energetiche a prezzi e condizioni ottimali rispetto alle quotazioni attuali di mercato. Selezioniamo i fornitori attraverso criteri precisi, fra cui prezzo, trasparenza contrattuale, leggibilità e analiticità della fattura.

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