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Mercato tutelato: arrivano le proposte di rinvio

In una nota al Parlamento, l’ARERA motiva le ragioni per la proroga del fine tutela nel mercato energetico. La maggioranza di governo espone le proprie proposte sul tema.

La posizione dell’ARERA

Come già anticipato nelle scorse settimane, si prospetta un nuovo rinvio per lo stop al mercato tutelato nel settore energetico.

In una nota ufficiale, l’Autorità per l’Energia (ARERA) ha segnalato la presenza di un numero ancora cospicuo di clienti che ancora beneficiano del mercato tutelato. A partire da questo dato di fatto, l’ARERA ha proposto di accompagnare gradualmente famiglie e piccole imprese nella liberalizzazione dei mercati di luce e gas.

Nel dettaglio, l’Authority sottolinea il bisogno di introdurre norme che consentano un sereno passaggio alla fine tutela. In più, evidenzia la necessità di garantire, nel modo più efficace, l’effettiva concorrenza tra gli operatori, assicurando condizioni economiche eque per i piccoli utenti.

Il presidente di ARERA, Stefano Besseghini, chiosa sull’argomento chiedendo di “attivare la salvaguardia per le piccole imprese a gennaio 2021 e solo successivamente – con un percorso progressivo, trasparente e verificabile – di estenderne i meccanismi ai clienti domestici dell’elettricità e del gas”.

Le proposte della maggioranza di governo

Anche i principali partiti di governo iniziano a muoversi per garantire una proroga del fine tutela. Il Movimento 5 Stelle, tramite la senatrice Pirro, ha chiesto una proroga per tutti i clienti al 1° gennaio 2022.

Quanto al PD, con la proposta firmata da Stefano Collina, viene richiesto uno slittamento progressivo: dal 1° gennaio 2021 per tutti i clienti commerciali con consumi superiori a 16,5 kW; dal 1° luglio 2021 per quelli fino a 16,5 kW; dal 1° gennaio 2022 per gli utenti domestici.

I dati sul mercato tutelato

A sostegno dell’ipotesi di rinvio, l’ARERA indica come, per il mercato elettrico, il 56% dei clienti domestici e il 43% dei non domestici fosse ancora in regime di tutela nel 2018. Percentuali non dissimili si riscontrano per il gas naturale, con il 50% dei clienti domestici e il 43% dei condomini uso domestico ancora in tutela.

L’alta concentrazione nei mercati, la scarsa propensione dei clienti a cambiare mercato e i vantaggi competitivi dei fornitori storici rappresenterebbero le ragioni principali che limitano la piena concorrenzialità dei mercati di energia elettrica e gas.

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